{"id":393,"date":"2017-07-05T11:57:16","date_gmt":"2017-07-05T09:57:16","guid":{"rendered":"http:\/\/academy.bormawachs.com\/?page_id=393"},"modified":"2017-11-08T13:03:54","modified_gmt":"2017-11-08T12:03:54","slug":"proprieta-chimico-fisiche","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/academy.bormawachs.com\/ru\/proprieta-chimico-fisiche\/","title":{"rendered":"Propriet\u00e0 CHIMICO-FISICHE"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>Propriet\u00e0 chimico-fisiche<\/strong><\/p>\n<p><i>Il legno \u00e8 costituito da milioni di cellule di diverso <\/i><i>tipo<\/i><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"> \u00a0.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_tta_accordion active_section=&#187;non-existing number&#187; collapsible_all=&#187;true&#187;][vc_tta_section title=&#187;DENSITA'&#187; tab_id=&#187;1499249359093-7240463e-fb66&#8243;][vc_single_image image=&#187;424&#8243; img_size=&#187;full&#187;][vc_column_text]<b>DENSITA\u2019<\/b><\/p>\n<p>Densit\u00e0 (peso specifico): i diversi tipi di legni esistenti in natura possono essere raggruppati in due tipologie principali, in funzione della loro densit\u00e0: i legni dolci (in massima parte conifere: pino, abete, cedro) per i quali la densit\u00e0 \u00e8 compresa nell\u2019intervallo tra 50-100 kg\/m3 (legno di balsa) e 550-600 kg\/m3 e i legni duri (in massima parte latifoglie: quercia, acero, betulla, ciliegio, noce) con densit\u00e0 dell\u2019ordine dei 700-800 kg\/m3, che in alcuni casi possono arrivare oltre i 1000 kg\/m3.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#187;COMPORTAMENTO IGROSCOPICO&#187; tab_id=&#187;1499249359147-a1ab2286-57a2&#8243;][vc_single_image image=&#187;405&#8243; img_size=&#187;full&#187;][vc_column_text]<strong>Comportamento igroscopico<\/strong><\/p>\n<p><i>Il <\/i><i>legno \u00e8 un materiale <\/i><i>poroso-capillare igroscopico.<\/i><\/p>\n<p>A seconda della massa volumica del legno, la percentuale dei pori \u00e8 mediamente pari a 50-60%. Il legno ha quindi una grande superficie interna. Questo sistema costituito prevalentemente da cavit\u00e0, come tutti i materiali porosi, assorbe vapore acqueo dall\u2019aria circostante e pu\u00f2 imbeversi, per capillarit\u00e0, di acqua o di altri liquidi (ad es. soluzioni di sostanze protettive del legno, adesivi). L\u2019umidit\u00e0 del legno (detta anche tenore di umidit\u00e0 o contenuto di umidit\u00e0) ne influenza praticamente tutte le caratteristiche fisiche, meccaniche e tecnologiche.<\/p>\n<p>La stabilit\u00e0 dimensionale assume un ruolo rilevante e pu\u00f2 essere garantita se, in fase di lavorazione, il legno possiede un umidit\u00e0 che manterr\u00e0 anche nel successivo impiego. I parassitari del legno, animali e vegetali, necessitano, per la sopravvivenza di un determinato contenuto minimo di umidit\u00e0; \u00e8 quindi possibile ottenere una buona protezione del legno semplicemente mantenendo sufficientemente bassa la sua umidit\u00e0.[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#187;414&#8243; img_size=&#187;full&#187;][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#187;CARATTERISTICHE TERMICHE ED ELETTRICHE&#187; tab_id=&#187;1499249803916-1f8dc5a4-c163&#8243;][vc_single_image image=&#187;416&#8243; img_size=&#187;full&#187;][vc_column_text]<strong>Caratteristiche termiche ed elettriche<\/strong><\/p>\n<p><i>La dilatazione termica \u00e8 poco rilevante in confronto ai fenomeni di ritiro e rigonfiamento del <\/i><i>legno<\/i><\/p>\n<p>Per valutare la capacit\u00e0 termica isolante di un elemento costruttivo risulta di particolare importanza\u00a0la conduttivit\u00e0 termica \u03bb. Con essa si intende la quantit\u00e0 di calore che in un\u2019ora passa attraverso un\u00a0cubo di 1 m di spigolo, quando tra due superfici laterali parallele esiste una differenza di\u00a0temperatura, costante nel tempo, di 1\u00b0K. Si misura in W\/(mK).<\/p>\n<p>A causa della sua elevata percentuale di pori, il legno \u00e8 un ottimo isolante di calore. Il materiale\u00a0legno \u00e8 costituito da sostanza legnosa, acqua ed aria e quindi la sua conduttivit\u00e0 termica \u00e8 funzione\u00a0di: \u03bb Legno = f(massa volumica, umidit\u00e0, struttura, temperatura).<br \/>\nPer legno con un contenuto di umidit\u00e0 di circa il 20%, la conduttivit\u00e0 termica perpendicolarmente\u00a0alla fibratura assume valori \u03bb \u22a5 = 0,10 \u00f7 0,20 W\/(mK). Essa \u00e8 quindi circa 15 volte pi\u00f9 piccola che\u00a0nel calcestruzzo armato e circa 10 volte in quello normale non armato![\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#187;BIODEGRADAMENTO&#187; tab_id=&#187;1499249850606-3f979f59-7d77&#8243;][vc_single_image image=&#187;420&#8243; img_size=&#187;full&#187;][vc_column_text]<strong>Biodegradamento<\/strong><\/p>\n<p><i>Attacchi ambientali sul legno<\/i><\/p>\n<p>A Il legno, per la sua costituzione chimica, \u00e8 soggetto sia ad attacchi am bientali in cui si rea\u00ad lizza no condizioni atte ad alterare la natura del materiale a detrimento delle proprie funzio\u00ad ni meccaniche (attacchi abiotici), sia ad attacchi d istru ttivi\u00a0 da parte di organismi viventi che lo util izzano come nutrimento o abitazione (attacchi biotici).<\/p>\n<p>Nel\u00a0 segu ito sara nno rich iamati\u00a0 alcu n i\u00a0 concetti\u00a0 generali di base come ind ispensabile premessa all a t ra ttazione svolta nel\u00a0 capitolo dedicato alla d urabilit\u00e0; per eventual i\u00a0 appro\u00ad fondimenti si rimanda alla letteratura specifica.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#187;ATTACCHI ABIOTICI&#187; tab_id=&#187;1499249882234-bff765e6-a329&#8243;][vc_single_image image=&#187;422&#8243; img_size=&#187;full&#187;][vc_column_text]<strong>Attacchi abiotici<\/strong><\/p>\n<p><i>Attacchi chimici e radiazioni solari<\/i><\/p>\n<p>Il\u00a0 legno \u00e8 generalmente molto resistente agli attacchi chimici, il che lo ha reso adatto all&#8217;utilizzo come contenitore di sostanze aggressive, la resistenza agli acidi lo ha fatto usa\u00adre per anni come separatore nelle batterie di accumulatori elettrici, tuttavia \u00e8 molto sensibile agli alcali. Ed \u00e8 molto sensibile anche agli alcali diluiti, che demoliscono sia la lignina che le emicellulose, ed all&#8217;azione dei sali di ferro in presenza di umidit\u00e0, che possono favorire la degradazione idrolitica del legno, con la com\u00adparsa di macchie bluastre.<\/p>\n<p>Il legno \u00e8 invece sensibile all&#8217;azione dei raggi solari che, combinata con quella dell&#8217;umidit\u00e0, della temperatura, del vento e della pioggia, d\u00e0 luogo ad un complesso di fe\u00adnomeni definiti come invecchiamento per fotolisi. L&#8217;aspetto da considerare con pi\u00f9 atten\u00adzione \u00e8 il degrado superficiale, collegabile all&#8217;energia raggiante soprattutto\u00a0 alle alte fre\u00adquenze (UV), che implica la demolizione si a della lignina che della cellulosa (questo si no\u00ad la nelle opere all&#8217;aperto che cambiano rapidamente di colore, ma il fenomeno avviene, sia pure pi\u00f9 lentamente, anche al chiuso).<\/p>\n<p>Vanno comunque ricordate alcune ricerche che attribuiscono notevole, se non prevalente, importanza all&#8217;irradiazione nel visibile, tenendo conto della maggiore energia ad essa associata. Tuttavia in assenza di concause il fenomeno si dimostra lento (1 mm per un pe\u00adriodo di 15-20 anni), anche per la protezione che le fibre attaccale offrono alle sottostanti, e quindi meno pericoloso rispetto ad altri attacchi ambientali.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#187;ATTACCHI BIOTICI&#187; tab_id=&#187;1499249903762-aedb00ca-b8c3&#8243;][vc_single_image image=&#187;426&#8243; img_size=&#187;full&#187;][vc_column_text]<strong>Attacchi biotici<\/strong><\/p>\n<p><i>Funghi, batteri e insetti<\/i><\/p>\n<p>Molti organismi eterotrofi, cio\u00e8 incapaci di sintetizzare zuccheri, sfruttano le sostanze nu\u00adtritive prodotte dalle piante verdi. In particolari alcuni di questi organismi (funghi, batteri) demoliscono la cellulosa in zuccheri di peso molecolare inferiore assimilabili, altri (ad e\u00adsempio gli insetti) utilizzano a propri o vantaggio questo fenomeno dando luogo a coloniz\u00adzazioni della parti lignee delle piante o dei manufatti.<\/p>\n<p>Di fronte a questi attacchi biotici \u00e8 il materiale stesso che offre un certo grado di resi\u00adstenza (durabilit\u00e0 naturale). In primo luogo la protezione all&#8217;azione dei funghi \u00e8 data dalla presenza della lignina nei tessuti legnosi, ed alla scarsit\u00e0 dell&#8217;azoto, sostanza fondamentale per il metabolismo dei funghi. La resistenza naturale \u00e8 tuttavia una propriet\u00e0 molto variabile, non solo tra le specie legnose, ma anche all&#8217;interno della stessa pianta. Nel durame, per esempio, il maggior contributo di protezione \u00e8 senz&#8217;altro fornito dalla presenza di estratti\u00advi, mentre l&#8217;alburno ha senza dubbio maggiori rischi di attacco, data l&#8217;assenza di estrattivi e la presenza di sostanze nutritive di riserva nel parenchima, sostanze che costituiscono un alimento &#171;pronto&#187; per i\u00a0 funghi.<\/p>\n<p>Alcuni organismi fungini (muffe) si\u00a0 limitano ad insediarsi sulla superficie del legno e, bench\u00e9 esteticamente sgradevoli, non influenzano le caratteristiche meccaniche. l funghi dell&#8217;azzurramento, ad esempio, vivono a spese delle sostanze zuccherine presenti nel\u00a0 pa\u00adrenchima e le loro ife conferiscono colori particolari al legno colonizzato. Nei climi\u00a0 tempe\u00adrati le alterazioni meccaniche provocate da questi funghi sono trascurabili, mentre possono essere notevoli\u00a0 nei climi tropicali. Nel settore delle costruzioni e nell&#8217;area europea la loro importanza \u00e8 quindi assai scarsa. Del tutto diverso \u00e8 il discorso per altre specie di funghi (per lo pi\u00f9 basidiomiceti, funghi perfetti) che, con gli enzimi della digestione, sono in grado di demolire i\u00a0 componenti della parete cellulare utilizzandoli\u00a0 per il\u00a0 proprio metabolismo. Le perdite di massa possono arrivare fino all\u201880% e, fin dalle prime fasi dell&#8217;attacco, si\u00a0 possono avere importanti riduzioni delle caratteristiche d i resistenza.<\/p>\n<p>Questi\u00a0 funghi si propagano per accrescimento (fase &#171;vegetativa&#187;) del micelio, insieme ai tessuti filamentosi (ife), che operano la demolizione enzimatica d i tutti i componenti del tessuto\u00a0 legnoso,\u00a0 oppure\u00a0 per\u00a0 disseminazione\u00a0 di\u00a0 spore\u00a0 (fase\u00a0 &#171;riproduttiva&#187;),\u00a0 rilasciate nell&#8217;atmosfera dai cosiddetti corpi fruttiferi (i &#171;funghi&#187; del linguaggio corrente).<\/p>\n<p>Quando le spore si\u00a0 posano su elementi lignei con umidit\u00e0 sufficiente (come gi\u00e0 detto almeno 20%) germinano e danno luogo al micelio: le ife si diffondono nel legno, degradandone i componenti per ottenere le sostanze nutritive di cui abbisogna il fungo. Il micelio pu\u00f2 assumere vari aspetti, in particolare interessa ricordare che le ife si\u00a0 possono rag\u00adgruppare in strutture nastriformi, dello spessore di parecchi millimetri e della lunghezza anche di alcuni metri, le cosiddette rizomorfe, che, in alcune specie, provvedono a traspor\u00ad tare l&#8217;acqua dalle zone umide a quelle secche del manufatto consentendo l&#8217;insediamento del fungo anche dove le condizioni di umidit\u00e0 sarebbero sfavorevoli. Ad un certo punto dal micelio si sviluppa un elemento riproduttivo (carpoforo, corpo fruttifero) su cui si sviluppano le spore che vengono poi rilasciate nell&#8217;atmosfera, provve\u00addendo cosi alla propagazione.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_accordion][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h5 style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/academy.bormawachs.com\/\">HOME<\/a> &gt; <a href=\"http:\/\/academy.bormawachs.com\/legno\/\">LEGNO<\/a> &gt; <a href=\"http:\/\/academy.bormawachs.com\/proprieta\/\">PROPRIETA&#8217;<\/a><\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Propriet\u00e0 chimico-fisiche Il legno \u00e8 costituito da milioni di cellule di diverso tipo \u00a0.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_tta_accordion active_section=&#187;non-existing number&#187; collapsible_all=&#187;true&#187;][vc_tta_section title=&#187;DENSITA&#8217;&#187; tab_id=&#187;1499249359093-7240463e-fb66&#8243;][vc_single_image image=&#187;424&#8243; img_size=&#187;full&#187;][vc_column_text]DENSITA\u2019 Densit\u00e0 (peso specifico): i diversi tipi di legni esistenti<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-393","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/academy.bormawachs.com\/ru\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/393","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/academy.bormawachs.com\/ru\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/academy.bormawachs.com\/ru\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/academy.bormawachs.com\/ru\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/academy.bormawachs.com\/ru\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=393"}],"version-history":[{"count":39,"href":"https:\/\/academy.bormawachs.com\/ru\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/393\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2289,"href":"https:\/\/academy.bormawachs.com\/ru\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/393\/revisions\/2289"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/academy.bormawachs.com\/ru\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}