OLI

COMPOSIZIONE

Oli vegetali: materia prima prodotta dalle piante con terra, acqua, vento e sole.

Gli oli vegetali sono uno dei più importanti gruppi di materie prime rinnovabili: sono prodotti dalle coltivazioni e trasformati con processi a bassa energia e basso impatto ambientale.

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I lipidi costituiscono per la quasi totalità gli oli vegetali, e nella maggior parte dei casi, si tratta di trigliceridi. Gli oli vegetali possono contenere, oltre ai grassi, piccole concentrazioni di acqua, generalmente meno del 2%, e componenti minori sia saponificabili, come fosfolipidi, sfingolipidi e cere, sia insaponificabili. Far quest’ultimi vi sono gli idrocarburi saturi, insaturi e polinsaturi, i tocoferoli, i tocotrienoli, gli alcoli alifatici superiori, gli steroli e i metilsteroli, gli alcoli di- e tri- terpenici, i fenoli, le vitamine liposolubili A, D, K, E, oppure alcuni pigmenti come carotenoidi, clorofilla e gli ubichinoni. Gli oli vegetali sono inoltre solubili in solventi organici, mentre lo sono poco o per niente nell’acqua.

> COMPOSIZIONE

Gli oli vegetali contengono composti organici con gruppi chimici (e.g. doppi legami e gruppi esteri) che possono reagire facilmente con altre sostanze e composti chimici. Le caratteristiche tipica conseguente è la “essiccatività”: gli oli liquidi reagiscono con l’ossigeno dell’aria a temperatura ambiente e si trasformano in sostanze resinose, dure e insolubili.

> REATTIVITA’

Gli oli vegetali essiccativi sono distinti commercialmente e tecnicamente in base alla loro origine:

  • L’olio di lino, che è il più tipico ed il più usato, è ottenuto dai semi di Linum usitatissimun, che ne contengono dal 32 al 43%.
  • L’olio di legno, detto anche olio di legno di Cina o olio di Tung, è ricavato dalla Aleurites montana (tipo M). Ambedue le specie vegetali crescono spontanee in Cina; se ne è iniziata la coltivazione con successo anche in talune zone degli USA, del Sud America e del Sud Africa.
  • L’olio di soja viene estratto dai semi della Soja max, una leguminosa originaria dell’Asia Orientale, ma largamente diffusa anche negli altri continenti e soprattutto negli USA. Il contenuto in olio dei semi oscilla, secondo la varietà, fra il 14 e il 23 %.
  • Il tallolio (dallo svedese tallo ja = olio di pino), si ottiene come sottoprodotto nella fabbricazione della carta trattando la polpa di legno nel processo al solfato.
  • L’olio di perilla viene estratto dai semi di Perilla ocymoides o Perilla frutescens. Queste due piante crescono in Giappone, Cina, India. L’estrazione dell’olio di girasole avviene dai semi dell’Heliantus annuus, una pianta originaria del Messico e che è diffusa in tutte le regioni a clima caldo e temperato, particolarmente in alcune zone della Russia.
  • L’olio di cartamo si ottiene per estrazione dai semi del Carthamus tinctorius, che ne contengono dal 27 al 36%. La pianta, originaria dell’Himalaya, è ora coltivata negli USA.
  • L’olio di oiticica viene estratto dai semi della Licania rigida, che è diffusa soprattutto in Brasile ed è coltivata anche negli USA.

> FONTI RINNOVABILI

La maggior parte degli oli vegetali essiccativi è prodotta industrialmente per estrazione dai semi delle piante. I procedimenti in uso sono due e precisamente la spremitura (discontinua o continua) e l’estrazione con solvente. Nell’estrazione per spremitura, i semi già sottoposti a pulizia meccanica mediante ventilatori, vagli, elettrocalamite, vengono sgusciati se necessario e quindi macinati in mulini generalmente a cilindri. La farina ottenuta viene preriscaldata a 80-100 °C e quindi premuta fra i piatti di una pressa idraulica che provoca la fuoriuscita dell’olio contenuto nel seme. Nella spremitura continua, la farina riscaldata è inviata in una pressa continua, nella quale è premuta contro la parete di una gabbia orizzontale cilindrica da una vite senza fine, provvista di coltelli elicoidali e profilata in modo da esercitare una pressione progressivamente crescente. L’olio fuoriesce dai piccoli fori della gabbia. Dopo la spremitura continua o discontinua, l’olio viene filtrato per separare le particelle solide sospese.

Per l’estrazione con solvente i semi, dopo una pulizia meccanica, sono ridotti preferibilmente in fiocchi, che devono essere quanto più sottili possibile, quindi sono sottoposti all’azione del solvente in un estrattore. Ne esistono numerosi tipi, per lo più lavorano in continuo; alcuni impianti abbinano il trattamento con solvente ad una spremitura meccanica. I solventi più usati sono l’esano e la CO₂ supercritica. L’estrazione con solvente fornisce rese superiori alla spremitura, e pertanto è fra i due il processo più diffuso.

Oli vegetali sono riconosciuti come nutrienti essenziali sia nelle diete umane che negli animali, forniscono una fonte concentrata di energia e forniscono acidi grassi essenziali (che sono precursori per ormoni importanti, le prostaglandine), contribuiscono notevolmente alla sensazione di sazietà dopo il consumo, sono portatori per vitamine liposolubili e servono a produrre cibi più gradevoli. Gli oli sono presenti in quantità variabili in molti alimenti.